Promo in scadenzaMasterclass 147€, bundle 547€
← Tutti gli articoli
fitness4 min di lettura

Vitamina D e muscolo: perché il sole da solo non basta

Ti alleni all'aperto, quindi sei a posto. Sicuro?

È uno degli equivoci più diffusi tra chi fa sport: "Prendo sole, la vitamina D non è un problema". I dati dicono il contrario.

Il paradosso del sole

Si stima che fino all'88% delle persone abbia la vitamina D sotto il livello ottimale. Gli atleti non fanno eccezione: in uno studio su giocatori della NFL, il 77% era carente. Gente che si allena all'aperto, tutti i giorni.

Il motivo è semplice. Occhiali da sole, cappello, crema solare, palestra al chiuso, lavoro in ufficio e, in Italia, i mesi da ottobre a marzo bloccano o riducono drasticamente la produzione cutanea.

Perché conta per chi si allena

La vitamina D non è solo "la vitamina delle ossa". Si comporta come un ormone e ha recettori nelle fibre muscolari.

Muscoli. In atleti con livelli bassi, 5.000 UI al giorno per 8 settimane hanno migliorato sprint e salto verticale.

Recupero. Con 4.000 UI al giorno, la forza torna più in fretta dopo uno sforzo intenso.

Ossa. Con livelli bassi, il rischio di fratture da stress arriva a essere 3,6 volte più alto.

Difese. Vitamina D bassa significa raffreddori più frequenti. E ogni settimana persa per un'influenza è una settimana di allenamento persa.

Quanto ne serve

Il riferimento è l'esame del sangue 25(OH)D. L'obiettivo per chi si allena è 30–50 ng/mL.

Negli atleti, 2.000–5.000 UI al giorno mantengono di solito livelli adeguati. Ma la dose giusta la decidono i tuoi esami, non un video sui social: senza un valore di partenza, la dose è solo un'ipotesi.

Il protocollo ybs™

  1. Misurala. Esame 25(OH)D prima di integrare.
  2. Integra con criterio. In base al valore, di solito tra 2.000 e 5.000 UI al giorno, durante un pasto che contiene grassi.
  3. Sole intelligente. 10–20 minuti su braccia e gambe nelle ore centrali aiutano, ma da ottobre a marzo spesso non bastano.
  4. Ricontrolla. Ripeti l'esame dopo 8–12 settimane e al cambio di stagione.
Dosi alte e prolungate senza controllo possono essere dannose. Integra solo dopo gli esami e con il parere del medico.

Vitamina D e ormoni

C'è un motivo in più per tenerla sotto controllo: la vitamina D lavora insieme agli ormoni. Negli uomini è uno dei mattoni del testosterone. Nelle donne partecipa all'equilibrio del ciclo e alla salute delle ossa, soprattutto con l'avanzare dell'età.

Per questo non la trattiamo mai da sola, ma dentro un sistema fatto di esami, sonno, allenamento e nutrizione.


Fonti

  • Close GL et al., 2013 — vitamina D e performance in atleti.
  • Barker T et al., 2013 — vitamina D e recupero della forza.
  • Maroon JC et al., 2015 — vitamina D nei giocatori NFL.
  • Ruohola JP et al., 2006 — vitamina D e fratture da stress.

Contenuto a scopo educativo. Non sostituisce il parere del medico.

Continua a leggere

Altri articoli

biohacking4 min

Metilazione: l'interruttore nascosto della tua energia

Folati, B12 e omocisteina spiegati semplici.

Leggi →
biohacking4 min

La tua pelle si costruisce da dentro

La crema è l'ultimo passo, non il primo.

Leggi →
longevity5 min

Infiammazione: cosa ci insegnano i farmaci GLP-1

Il vero bersaglio non è il peso: è l'infiammazione.

Leggi →